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Porto Venere Sulle estreme propaggini occidentali del Golfo della Spezia si estende il territorio del Comune di Porto Venere formato da tre paesi, Fezzano, Le Grazie e Porto Venere, e da un Arcipelago (Palmaria, Tino e Tinetto). Un dato geografico la dice lunga sulle caratteristiche del Comune: a fronte di una superficie di 8 Kmq, lo sviluppo costiero è di 18 Km e questo mette bene in evidenza l'inscindibile legame del territorio con il mare. Le origini del toponimo Porto Venere sono documentate a partire dal II sec. d. C. quando in un antico itinerario nautico "Portus Veneris" è indicato quale stazione navale delle triremi romane per le rotte della Gallia e della Spagna. Sicuramente antecedente a questa data è però l'insediamento nel promontorio che a partire dal 1113 divenne "baluardo di Genova nel Tirreno" a seguito della cessione che ne fu fatta alla Repubblica marinara dai Signori di Vezzano. Furono per l'appunto i Genovesi a costruire il borgo fortificato così come lo vediamo ancora oggi e ad erigervi la cinta muraria ed il Castello che oggi svetta sull'abitato nelle massicce forme, rimaneggiate nel XVI secolo. Il "castrum novum" fu edificato dagli Antelami secondo norme architettoniche precise: le case-fortezza sul fronte a mare, il castello, la chiesa di San Lorenzo (1130), la via publica dalla spiaggia al castrum vetus, la recinzione del borgo entro le mura (1160). Così dall'epoca medievale il destino di Porto Venere fu legato alla grande repubblica marinara, soprattutto durante la lunga guerra tra Genova e Pisa (1119-1290), poi il dominio francese del 1396 e l'attacco aragonese del 1494 che danneggiò gravemente le due chiese monumentali di San Lorenzo e San Pietro. Con il perfezionarsi delle armi da fuoco a lunga gittata ebbe inizio il declino della funzione militare del borgo, che perdette la sua "invulnerabilità" dovuta alla sua posizione arroccata e difendibile da attacchi fin quando questi non arrivarono dal mare aperto. Nonostante ciò Porto Venere continuò ad essere importante porto negli itinerari della navigazione commerciale. Nei secoli successivi i genovesi realizzarono la costruzione di fortezze più moderne nel Golfo, quali la batteria di San Francesco ed il fortilizio di Sant'Ambrogio (Lambrejo) sopra la Cala dell'Arpaia (Grotta Byron) e nel 1606, nei pressi dell'isola Palmaria, la fortezza di Torre Scola. Con l'arrivo di Napoleone nel Golfo e la proclamazione della Nuova Repubblica Ligure, il primo Agosto 1791, per Porto Venere iniziò un altro periodo di soprusi con l'occupazione del borgo da parte di milizie austro-russe e francesi che deturparono definitivamente le due chiese. Alla fine del XIX secolo ebbero inizio, grazie alla sensibilità del Soprintendente D'Andrade i primi lavori di restauro delle emergenze architettoniche di Porto Venere, opera proseguita con costanza e che ha consentito la conservazione di un complesso paesaggistico in cui l'ambiente naturale e l'opera dell'uomo si fondono mirabilmente e che è stato proclamato nel 1997 dall'Unesco "Patrimonio Mondiale dell'Umanità". Il Borgo di Porto Venere si offre quindi oggi, nelle sue forme pressoché immutate nel corso di 8 secoli, alla visita del turista che ne può apprezzare l'ineguagliabile panorama, gli scorci caratteristici e pittoreschi, l'unicità degli antichi portali delle case torri che si allineano strette l'una all'altra sui carruggi e sulla calata. Dare suggerimenti per una visita turistica di Porto Venere appare arduo, bisogna lasciarsi andare alla suggestione della salsedine e dei colori, del volo dei gabbiani, delle rocce ardite, delle testimonianze della storia e dell’arte che ammiccano in ogni angolo del paese.Senza dubbio per tutti il nome di Porto Venere evoca la Chiesina di San Pietro, arroccata sulla roccia del promontorio e con essa quasi fusa in un’armonia architettonica unica al mondo, oggi meta di coppie provenienti da ogni parte d’Italia, d’Europa ed anche di altri continenti che vogliono celebrarvi il loro matrimonio. Costruita dai Genovesi tra il 1256 e il 1277 sulle vestigia di una chiesa paleocristiana, sovrapposta al tempio pagano dedicato alla dea Venere Ericina, essa fu coinvolta nelle vicende storiche di Porto Venere: il bombardamento degli aragonesi del 1494, l’occupazione delle truppe austro-russe ed infine il disastroso periodo di Napoleone che destinò la chiesa a batteria per la difesa del Golfo. La chiesa fu restaurata tra 1929 e il 1934.Nella parte alta del paese si trova la Chiesa di San Lorenzo, eretta dai Genovesi quale cattedrale ufficiale della colonia. Essa fu costruita dai famosi Magistri Antelami con facciata romanica ma, nel corso dei secoli, fu più volte modificata nelle sue strutture a causa delle travagliate vicende storiche di Porto Venere. La chiesa fu consacrata nel 1130 dal Papa Innocenzo II. Al suo interno sono custodite numerose testimonianze artistiche: un trittico del ‘400, la miracolosa pergamena della Madonna Bianca, il Polittico di San Martino, il tronco di cedro del Libano, giunto nelle acque di Porto Venere nel 1204 e nella cui cavità furono rinvenuti dei reliquiari e quattro cofanetti istoriati secondo schemi decorativi dell’arte arabo-persiana del secolo XI.Il borgo di Porto Venere è sovrastato dal Castello Doria che s’innalza con la sua poderosa struttura e che rappresenta un mirabile modello d’architettura militare genovese. Esso è costituito da un corpo basso con portone d’ingresso principale ed un corpo alto che incorpora la struttura cinquecentesca con la grande sala Ipostila sopra la quale è situata la casa del capitano. Le Sale del Castello ospitano importanti eventi espositivi e nell’anfiteatro recentemente costruito vengono allestiti spettacoli teatrali, balletti e concerti.Da poco tempo è possibile celebrare nel Castello matrimoni civili: è sicuramente una delle location più suggestive dove coronare un sogno d’amore, specchiandosi nelle acque dove, secondo una leggenda, nacque Venere. Porto Venere, Cinque Terre, e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)Id. n. 826 1997 C (ii) (iv) (v)Il comitato ha deciso di inserire questi luoghi sulla base dei criteri (ii) (iv) (v) ritenendo che la Riviera Ligure di Levante tra le Cinque Terre e Portovenere è un'area culturale di eccezionale valore, che mostra l'armonioso rapporto tra uomo e natura cui si deve un paesaggio di straordinaria bellezza scenica dimostrazione di un tradizionale modo di vivere che si è conservato per mille anni e che continua a svolgere un'importante funzione socio economica nella vita della comunità. Porto Venere e il suo Arcipelago sono stati dichiarati dall'Unesco "Sito patrimonio Mondiale dell'Umanità" nel 1997. A settembre del 2001 è arrivato un altro importante riconoscimento: la regione Liguria ha istituito il Parco Naturale Regionale di Porto Venere che comprende anche Palmaria, Tino e Tinetto.
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